Provette Eppendorf : stai facendo anche Tu questi errori ?

Se qualcosa non può essere espresso in numeri non è scienza: è opinione.
(Robert Anson Heinlein)

 

Oggi voglio essere schietto e sincero raccontandoti una storia.
Il 9 Febbraio di quest’anno con Eppendorf  abbiamo organizzato un seminario a Germaneto (Catanzaro) dal titolo :
« Make the right choice for better results – How tubes, plates and tips can influence experimental results »
All’evento è intervenuto un  collega tedesco Rafal Grzeskowiak .
Come sai  lavoro in Eppendorf  da 20 anni e sono super contento di lavorare per quest’azienda che negli anni è riuscita ad elevare gli standard nella ricerca con le sue innovazioni.

Nel 1961 i ricercatori aspiravano con le loro bocche i campioni in tubicini di vetro  fino a che Eppendorf non ha lanciato  una rivoluzionaria  invenzione : la prima pipetta a pistone.
Negli anni che seguirono, Eppendorf ha sviluppato diverse altre idee rivoluzione tra cui :

  • 1969 il primo analizzatore automatico di chimica clinica
  • 1974 nascono le prime provette in polipropilene prodotte in camera bianca
  • 1977 il primo fotometro comandato da microprocessore
  • 1978 il primo multi dispenser a siringa manuale
  • 1985 –l’iniezione di cellule  con microinjector : con l’iniezione di fluidi in singole cellule, la cellula stessa diventa una provetta.
  • …etc etc  (non voglio annoiarti incensandomi :).

Ora  non ho mai avuto dubbi sulla bontà dei prodotti che propongo, anche perché conosco con quale cura maniacale l’azienda affronta la produzione del materiale, tanto è vero che si riesce a dare svariati anni di garanzia sui prodotti.

Con tutto ciò,  prima del seminario mi domandavo : “si facciamo delle ottime provette ma bene o male anche gli altri devono costruire dei buoni prodotti, dato che i banchi da laboratorio ne sono pieni”.

Parte il seminario ed il mio collega tedesco mette sul banco di lavoro diverse marche di provette della concorrenza , di tutti i tipi e di tutti i volumi 1,5 ml, 15 ml ,50 ml, con tappo blu, arancione, verde etc.

Ad ognuna di queste dispensa dell’acqua distillata per biologia molecolare.
Li mette ad agitare per 30 minuti : alcune a  37 °C e altre a 90°C.
Finita la termo- agitazione inizia a dosare il contenuto delle provette con uno spettrofotometro.

Risultato : tutti i campioni assorbivano nell’intervallo 230- 260 nm all’infuori del consumabile Eppendorf

Eppendorf Leachables

 

 

 

 

 

 

 

 

Magia, numeri da circo ? Niente di tutto ciò.

E’ veramente DNA quello che si misura in laboratorio ?

Leachables

Guarda l’incremento dello spettro di assorbanza di ssDNA (25 nucleotidi) dopo incubazione.

Io rimango basito . Terminato il seminario, una domanda mi ronza nel cervello : ma sino adesso possibile che nessuno ha mai fatto questa prova nella routine di laboratorio : cavolo l’acqua non deve avere assorbimento.

Ma se tutti rilasciano contaminanti, allora le analisi sono falsate?
I protocolli qPCR/PCR richiedono una rigorosa preparazione della reazione per ottenere risultati riproducibili. Figuriamoci quelli per NGS.

Il consumabile con cui viene preparata la reazione e conservato il campione  svolge un ruolo importante allora !!

A cena  Rafal  mi ha visto perplesso e mi ha spiegato :
Maurizio i consumabili non sono prodotti in maniera eguale. Nonostante l’apparente somiglianza i  materiali di consumo potrebbero differire in modo significativo in :

  • Materiali e produzione
  • Grado di purezza
  • Performance

la scelta del consumabile buono..

A parte i polimeri puri, le azienda utilizzano degli additivi ( Leachables ) durante il processo di produzione per alterare le proprietà del polimero e ridurre i costi  :

  • Idrocarburi alifatici
  • Oligomeri
  • Cluster di olefine
  • Oleamide e agenti di scorrimento (per la rimozione più veloce dallo stampo)
  • Metalli pesanti (per catalizzare la polimerizzazione)
  • Chiarificatori (per rendere la plastica più trasparente)
  • Agenti antistatici (per ridurre la carica elettrica)
  • Biocidi (per non fare crescere batteri tipo DiHEMDA )
  • Plastificanti ( per alterare le proprietà meccaniche).

Tutti questi agenti interferiscono con DNA e Proteine e vi è un’enorme letteratura in merito.

Ma allora cosa dovrebbe fare un laboratorio ?

Semplice : domandare !!

E’ essenziale  scegliere i produttori rigorosamente certificati da enti esterni e che rispondano agli standard di alta qualità e ai criteri di purezza per la produzione dei loro consumabili.

Domandare al fornitore  se lo sviluppo e la produzione di materiali di consumo sono certificati secondo le norme ISO internazionali.

Chiedere al produttore informazioni dettagliate e trasparenti : che grado di qualità ha il materiale grezzo?
E’ riciclato ?

Quali sono le esatte condizioni di produzione e quali additivi sono usati e quali norme sono soddisfatte?

Sono i consumabili rigorosamente liberi da additivi, biocidi e plastificanti ? Mi dai il certificato?

Ecco cosa dovresti chiedere per essere sicuro che la plastica che stai utilizzando non ti stia falsando i risultati.

Spero di esserti stato di aiuto e di averti dato informazioni utili.

Ti ricordo che i prodotti DNA LoBind e Protein LoBind risolvono questo problema garantendo un recupero del campione intorno al 100%.

La loro certificazione per assenza di leachable assicura che non rilascino sostanze interferenti che alterano i risultati sperimentali.

Una scatola da 250 pezzi costa solo 13,00

E il prodotto è su Mepa !

Che dici i Tuoi campioni meritano questa cifra ?

Ti auguro il meglio per il tuo lavoro.

 

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